E’ stata inaugurata oggi, a palazzo dei Consoli, a Gubbio, la grande Mostra sui “Dinosauri”. Un’esposizione dell’American Museum of Natural History di New York che fa tappa (unica) in Italia, grazie all’impegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Perugia. La mostra fa parte dell’iniziativa “Il Pianeta che cambia”, un complesso di tre mostre (le altre due, sul Clima e l’Acqua sono già aperte al pubblico di Perugia e Assisi), realizzate, nell’allestimento italiano, con la supervisione scientifica di Piero Angela.
La mostra sui Dinosauri dimostra come il pensiero attuale sulla biologia di questi animali sia cambiato negli ultimi due decenni e accende un faro sulle ricerche all’avanguardia, molte delle quali ancora in corso, condotte dagli scienziati del Museo Americano di Scienze Naturali e da altri importanti paleontologi di tutto il mondo. L’esposizione punta a cambiare radicalmente la percezione del pubblico nei confronti di queste stupefacenti creature preistoriche. Utilizzando, infatti, una combinazione dei più recenti e importanti reperti fossili, le efficaci simulazioni al computer e gli impressionanti modelli a grandezza naturale, la mostra introduce i visitatori a una nuova visione dinamica, non solo dei dinosauri ma anche degli scienziati che li studiano.
Grazie alle più moderne risorse della ricerca scientifica e al dispiegamento di strumenti investigativi - dal bioengineering computer software, alle ecografie CT - Dinosauri presenta il quadro d’insieme più avanzato su come gli scienziati stiano rivisitando molti dei più resistenti e insolubili misteri sugli animali preistorici: come erano fatti, come si comportavano, come si muovevano e le complesse e dibattute teorie del perché - o perfino se - essi si siano estinti.
La principale attrazione è un diorama di 65 metri quadri che riproduce una foresta di 130 milioni di anni fa, situata in quella che oggi è la provincia di Liaoning, in Cina. Si tratta di una delle più grandi ricostruzioni di ambiente preistorico mai realizzata. Questo diorama, “abitato” da più di 35 differenti specie di dinosauri, rettili, uccelli, insetti, mammiferi e piante, occupa un posto di rilievo per la sua evidente importanza scientifica: le scoperte fossili provenienti da Liaoning hanno permesso di far luce sulle origini degli uccelli, dei mammiferi, sul piumaggio, sul volo e sulle piante fiorite. Percorrendo questa splendida foresta, i visitatori potranno ritrovarsi faccia a faccia con molte delle affascinanti creature che la abitavano, come il più grande mammifero mesozoico mai scoperto, il Repenomamus giganticus della grandezza di un tasso.
(26-11-2010 12:33) |