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Cultura

Le donne responsabili dei musei di Roma

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In occasione della Giornata internazionale della donna mettiamo in evidenza i principali musei e siti archeologici di Roma gestiti da donne.

Tutti sanno che Roma ospita alcuni dei più grandi musei del mondo, ma non tutti sanno che la gestione del patrimonio culturale della città è in gran parte nelle mani delle donne.

Questo è qualcosa da celebrare – e non solo in occasione della Giornata Internazionale della Donna – mentre l’Italia si sforza di migliorare il proprio record di uguaglianza di genere.

Allora chi sono le donne a capo dei musei di Roma?

Storico dell’arte Mariastella Margozzi è direttore dei musei statali della città di Roma e del museo nazionale di Castel S. Angelo. La sua carriera è iniziata alla Reggia di Caserta dove ha curato le collezioni di scultura del ‘700 e ‘800, per poi passare alla Galleria Nazionale d’Arte Moderna (GNAM) di Roma dove è stata responsabile delle collezioni di pittura e pittura del ‘900 scultura. È una grande esperta di Palma Bucarelli, mitica direttrice della GNAM dal 1942 al 1975.

Mariastella Margozzi

Quando nel 2017 è stato istituito il Parco Archeologico del Colosseo, archeologo Alfonsina Russo ha battuto altri 77 candidati per ottenere il nuovo ruolo di gestione del Colosseo, del Foro Romano, del Palatino e della Domus Aurea. Da quando ha assunto il suo incarico, Russo ha guidato numerosi restauri, progetti culturali dinamici, innovazioni digitali e ha aperto aree precedentemente inaccessibili del Colle Palatino, guidando un team di archeologhe e restauratrici.

Alfonsina Russo. Foto Corriere della Sera.

Nel 2016 papa Francesco nominato Baba Jatta come prima donna direttrice dei Musei Vaticani che comprende la Cappella Sistina. Specialista in storia dell’arte, Jatta ha intrapreso numerosi restauri tra cui gli affreschi delle Stanze di Raffaello. Ha anche alzato il profilo di uno dei musei più prestigiosi del mondo ed è l’amministratore donna più importante del Vaticano.

Barbara Giatta. Foto Huffington Post.

Villa Borghese, sede di un’inestimabile collezione di opere di Bernini, Caravaggio e Raffaello, è diretta dal professore di storia dell’arte moderna Francesca Cappelletti subentrato a fine 2020 alla storica direttrice Anna Coliva. Nei suoi primi mesi Cappelletti ha acquisito un dipinto di Guido Reni per la collezione di Villa Borghese e da allora ha lanciato una serie di nuovi programmi digitali e allestito importanti mostre.

Francesca Cappelletti. Foto La Repubblica.

Storico dell’arte di Roma Flaminia Gennari Santori è il direttore della Galleria Nazionale d’Arte Antica che comprende sia Palazzo Barberini che la Galleria Corsini, tra loro sede di innumerevoli capolavori. La sua carriera comprende lavori e ricerche in diversi musei statunitensi ed è autrice di numerose pubblicazioni sulla storia del collezionismo d’arte.

Flaminia Gennari Santori. Foto Leggo.

Edith Gabrielli è il primo direttore del neonato museo autonomo della capitale che unisce il Vittoriano e Palazzo Venezia. Studioso di storia dell’arte e museologia, Gabrielli ha una lunga carriera nelle fila del ministero della Cultura italiano, diventandone il più giovane direttore artistico storico nel 2010.

Edith Gabrielli

Le donne svolgono anche un ruolo di primo piano nel mondo dell’arte contemporanea a Roma, gestendo gallerie d’arte private come Galleria Valentina Bonomo, Maja Arte Contemporanea e Dorothy Circus Gallery.

Il Chiostro del Bramante, straordinario esempio di architettura altorinascimentale progettato da Donato Bramante nel 1500, è oggi un noto museo d’arte che ospita importanti mostre. Il Chiostro è gestito da tre sorelle: Laura, Giulia E Natalia de Marcoche hanno messo in scena circa 45 spettacoli – da Turner a Banksy – dal restauro dell’edificio nel 1996.

Giulia, Natalia e Laura de Marco

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea (GNAM) ospita la collezione nazionale d’arte moderna italiana ed è gestita da Cristiana Collu. Dalla sua nomina nel 2015, Collu ha impresso il proprio segno distintivo alla galleria, reinventandone gli spazi, riorganizzando le sue collezioni, ospitando numerose mostre di artisti contemporanei e aumentando il profilo della galleria sui social media.

Cristiana Collu

Per celebrare l’edizione 2022 della Festa della Donna, le donne avranno l’ingresso gratuito nei musei statali e nei siti archeologici italiani, con numerosi eventi culturali che si terranno a Roma, Milano e in tutta Italia.

Di Andy Devan

Pubblicato originariamente l’8 marzo 2021, aggiornato l’8 marzo 2023. Foto di copertina La Repubblica.

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Cultura

L’Italia apre il Museo Caruso a Napoli

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Napoli omaggia il tenore Caruso di un museo.

Il primo museo nazionale italiano dedicato al grande tenore Enrico Caruso ha aperto mercoledì a Napoli, 150 anni dopo la nascita della leggenda dell’opera nella città italiana.

Ospitato nel Palazzo Reale, il nuovo Museo Caruso contiene mostre multimediali tra cui registrazioni musicali e filmati accanto a documenti d’archivio, costumi e fotografie.

Salutando Caruso come “il più grande tenore che sia mai esistito”, la curatrice del museo Laura Valente ha detto ai giornalisti: “Al di là del suo grande talento e della sua straordinaria voce, ha davvero forgiato un nuovo modo di cantare, di esprimersi sul palco, in un certo modo, come ha fatto Maria Callas”.

“Caruso è stato un artista straordinario. La critica dice che è uno dei più grandi tenori di tutti i tempi” – ha detto il ministro della cultura Gennaro Sangiuliano – “ma direi anche che rappresenta un’immagine positiva di Napoli nel mondo”.

Nato nel 1873, Caruso ha realizzato quasi 250 registrazioni e ha tenuto recital e spettacoli operistici in tutto il mondo.

Una star globale, è stato il primo artista a vendere più di un milione di copie di un disco – Vesti la giubba da Leoncavallo Io Pagliacci – nel 1902.

Tuttavia, nonostante il suo successo internazionale, Caruso giurò di non cantare mai più nella sua città natale dopo le tiepide recensioni della sua esibizione al Teatro S. Carlo nel 1901.

Morì a Napoli nel 1921, all’età di 48 anni, ed è sepolto nel cimitero cittadino di S. Maria del Pianto.

L’ingresso al Museo Caruso è compreso nel biglietto per il Palazzo Reale di Napoli.

Foto Musei Italiani – Twitter

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Cultura

Installazione artistica di Michelangelo Pistoletto distrutta da un incendio a Napoli

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Di Pistoletto Venere degli Stracci è stato installato due settimane fa.

Un’installazione di arte pubblica del celebre artista contemporaneo italiano Michelangelo Pistoletto è stata completamente distrutta da un incendio a Napoli all’inizio di mercoledì 12 luglio.

L’opera monumentale, intitolata Venere degli Stracci O Venere degli stracciè stato installato due settimane fa in Piazza del Municipio, alla presenza dell’artista e del sindaco Gaetano Manfredi.

Michelangelo Pistoletto con il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi all’inaugurazione di Venere degli Stracci in Piazza del Municipio il 28 giugno. Foto Comune di Napoli.

Ancora ignote le cause dell’incendio, sono in corso accertamenti per accertare se il rogo sia stato doloso o frutto di un incidente.

L’opera è stata svelata il 28 giugno nell’ambito dell’iniziativa Napoli Contemporanea 2023 che ha l’obiettivo di dare spazio all’arte contemporanea negli spazi pubblici all’aperto di Napoli.

Pistoletto, che ha da poco compiuto 90 anni, è pittore, action artist e teorico dell’arte ed è uno dei principali rappresentanti del movimento italiano dell’Arte Povera.

Il suo lavoro è attualmente oggetto di una grande retrospettiva al Chiostro del Bramante di Roma.

Foto di copertina Agenzia Nova

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Cultura

Il ministro della cultura italiano fa una gaffe all’evento del premio del libro

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Premio Strega vinto dalla compianta Ada D’Adamo.

Il ministro della cultura italiano Gennaro Sangiuliano è sotto accusa dopo aver insinuato di non aver letto i libri selezionati per il Premio Strega, il massimo riconoscimento letterario italiano, nonostante abbia votato.

Durante la premiazione di giovedì sera a Roma – che ha visto vincere postuma la recentemente scomparsa Ada D’Adamo con il suo libro Vieni d’aria – il presentatore dell’evento Geppi Cucciari ha chiesto al ministro della cultura di dire qualche parola.

“Ho ascoltato le storie che questa sera si esprimono in questi libri selezionati e sono tutte storie che ti catturano e ti fanno pensare” – ha detto Sangiuliano – “Proverò a leggerle”.

Seguì un silenzio imbarazzato, con un Cucciari apparentemente stordito che chiedeva: “Ah… tu… non li hai letti?”

Sangiuiliano ha poi insistito sul fatto di aver letto i libri selezionati – “perché ho votato” – prima di affermare che intendeva dire che voleva “approfondirli”.

“Oltre la copertina, dentro!”, ha scherzato Cucciari, prima di lanciare un applauso al ministro.

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